Tassi di cambio slegati dal grado di salute di un economia

Il legame esistente tra variazioni di una valuta e il grado di salute di un'economia dipende dal regime con cui è fissato il cambio

Pubblicato da Luigi Bidoia. .

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Nel recente articolo Tassi di cambio effettivi e salute di una economia è stata descritta la relazione che generalmente esiste tra la situazione economica di un paese e il tasso di cambio della sua valuta.

Questa relazione può, tuttavia, essere del tutto spezzata nei casi in cui l'intervento dell'operatore pubblico sul valore dei cambi è diretto (ossia non passa attraverso un mercato), oppure quando nell'economia del paese convivono due diverse valute, una finalizzata agli scambi interni ed una finalizzata agli scambi con operatori esteri, lasciando all'autorità monetaria del paese il compito di fissare il rapporto di cambio tra loro.
E' questo ultimo il caso di Cuba, dove convivono una moneta utilizzata per gli scambi tra operatori locali (CUP - Cuban Peso) e una utilizzata per gli scambi con gli operatori esteri (CUC - Cuban Peso Convertible), il cui valore è fissato tramite un peg di 1 al dollaro. L'esistenza di una doppia moneta consente alle autorità monetarie cubane un elevato controllo della domanda e offerta di CUC sui mercati valutari, ma ha forti ricadute negative nell'economia e società cubana, tanto da portare il governo cubano ad annunciare, ad ottobre 2013, un programma per l’eliminazione del sistema della doppia moneta.

Il caso più estremo è quello della Somalia, dove la Banca Centrale sta cercando da più anni di riprendere il controllo della politica monetaria. Di fatto, però, la moneta emessa dalla Banca Centrale (lo scellino somalo) non è utilizzata dall'economia, che preferisce utilizzare il dollaro USA nelle transazioni di importo significativo e monete illegali, stampate da privati, per le transazioni marginali. Il tentativo della Banca Centrale di rendere attrattivo l'uso dello scellino, guidando un suo apprezzamento sul mercato internazionale dei cambi, non sembra produrre gli effetti sperati.

Tra i casi di fissazione diretta del tasso di cambio da parte dell'autorità monetaria è salito agli onori di cronaca alla fine di gennaio il Venezuela, il cui caso è descritto in Venezuela, un'economia sempre piu in crisi.

Un altro caso di un certo interesse è quello della Nigeria, dove la Banca Centrale fissa il cambio della Naira e rende disponibili, al prezzo fissato, determinate quantità di dollari, suddividendoli tra i vari settori di domanda. La domanda non soddisfatta dall'offerta di valuta estera della Banca Centrale si rivolge ad un mercato parallelo, pagando un valore significativamente superiore.

E' evidente come, nei casi sopra descritti, l'intervento dell'operatore pubblico rende meno diretta la relazione tra la variazione del tasso di cambio e le condizioni economiche del paese.

Da segnalare il caso dei 14 paesi africani (tra cui Gabon, Camerun e Senegal) che usano il franco CFA. Poichè questa valuta ha un valore fisso verso l'Euro, garantito dal Tesoro francese, è evidente che il tasso di cambio effettivo di questi paesi non riflette la loro situazione economica, ma la forza o debolezza dell'euro.

Infine, è doveroso il richiamo all'Ecuador e allo Zimbabwe, la cui valuta ufficiale è il dollaro USA.