Il mercato dell’auto europeo: tra congiuntura e trend di lungo periodo

Segnali di rallentamento per le immatricolazioni e le importazioni UE di auto. La congiuntura internazionale ha influenzato le decisioni di spesa delle famiglie?

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Europa Automotive Automotive

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Giunti quasi alla fine dell’anno, può essere utile stilare un primo bilancio sull’andamento del mercato dell’auto a livello UE nel corso del 2018, guardando ai dati di fonte ACEA sulle immatricolazioni.
Dopo una crescita continua nel periodo 2013-2017, all’indomani della crisi economica, nel 2018 i dati suggeriscono la possibilità di un rallentamento per le vendite di autovetture nell’area UE, come si può notare dal grafico che segue.

Immatricolazioni di automobili nell’Unione Europea
(gennaio 2013-settembre 2018)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati ACEA.
Immatricolazioni europee di automobili


La serie storica mostra come le vendite di automobili siano fortemente cicliche, con aumenti nella prima parte dell’anno e diminuzioni nei mesi successivi.
Il picco registrato a inizio 2018 risulta però inferiore rispetto a quello osservato l’anno precedente, e interrompe la tendenza di lungo periodo alla crescita mostrata negli ultimi 5 anni. Ci potrebbero quindi essere segnali di rallentamento dal lato della domanda.

Immatricolazioni auto UE: -23.5% a settembre su base tendenziale

Il dato che ha fatto da campanello di allarme è quello di settembre: la European Automobile Manufacturers Association (ACEA) ha infatti annunciato che le immatricolazioni di autovetture nell’Unione Europea sono scese del 23.5% a settembre 2018 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La situazione risulta meno drammatica guardando invece alle immatricolazioni cumulate nei primi 9 mesi del 2018: in questo caso si segnala una crescita, anche se modesta, del 2.5% rispetto allo stesso periodo del 2017.

In un quadro generale di lieve aumento delle immatricolazioni di autovetture da gennaio a settembre 2018, gli unici casi di controtendenza sono il Regno Unito (-7.5%), l’Irlanda (-4.2%) e l’Italia (-2.8%). I maggiori segnali di crescita giungono invece da Romania, Lituania e Ungheria, con incrementi nelle vendite cumulate di automobili superiori al 25%.

Nuove procedure di testing influenzano le vendite di autovetture

Secondo gli esperti del settore, l’anomalia del dato di settembre potrebbe essere in parte ricondotta all’introduzione, all’inizio del mese, dell’obbligatorietà del WLTP test (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure) per i produttori di auto dell’Unione Europea.
Si tratta di un nuovo sistema di controllo di consumi e emissioni, più stringente rispetto a quello precedentemente in vigore, al quale devono sottoporsi non solo le auto di nuova produzione ma anche quelle già omologate con il sistema precedente, ma non ancora vendute.
L’aumento delle immatricolazioni a luglio e agosto di quest’anno rispetto al 2017 (+10.5% e +31.2%) potrebbe quindi essere ricondotto a sconti e promozioni volti ad incentivare la vendita, entro il 1° settembre, di vetture che avrebbero potuto non superare il nuovo test. Dato l’incremento delle vendite verificatosi nei mesi estivi, consegue naturalmente la possibilità di un rallentamento nel mese successivo.

Quali segnali dal commercio mondiale?

Le evidenze suggerite dall’analisi delle immatricolazioni interne si accompagnano a quanto emerge dall’analisi dei flussi europei di importazione di autoveicoli. L’import europeo di automobili ha segnalato per il III trimestre 2018 una crescita del 2.6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Il risultato, pur rimanendo nel complesso positivo, rappresenta il tasso di variazione (tendenziale) più basso registrato negli ultimi cinque anni.

In un contesto internazionale in cui gli scambi tra paesi riducono l’intensità della crescita, il rallentamento della domanda europea di autoveicoli, segnalata dai dati commercio estero e dalle immatricolazioni, è forse da leggersi come una conseguenza delle mutate aspettative riguardo il ciclo economico mondiale?
Un’analisi storica dei flussi di commercio estero europei consente di argomentare come il rallentamento della domanda UE di autoveicoli rifletta in realtà fattori specifici del mercato dell’auto. Gli indici di import europeo per tipologia di auto, riportati nel grafico che segue, permettono di raccontare le trasformazioni del mercato degli ultimi anni.

Domanda UE di automobili per tipologia (Indice, 1995-2018)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati SIUlisse.
Importazioni europee di automobili

Nota: i gruppi di auto per i quali è indicata la cilindrata ma non l’alimentazione si intendono a benzina e gasolio.

Fatto 100 il valore degli scambi registrati nel 2015, risulta chiaro come le variazioni più dinamiche si siano registrate per le auto a motore elettrico, vicine a raddoppiare il valore registrato nel 2015, e per le auto di cilindrata inferiore ai 1500 cm3. Inoltre, le importazioni di auto di cilindrata tra 1500 e 3000 cm3 e superiori ai 3000 cm3 mantengono un andamento positivo, ma in rallentamento rispetto ai dati storici. Tale evidenza, come descritto in un precedente articolo, risponde all’esigenza di maggior efficienza nel consumo di carburante da parte dei consumatori e, al tempo stesso, alle più stringenti normative ambientali in materia di emissioni.
Al contrario, le importazioni di auto diesel mostrano segnali di contrazione rispetto ai valori del 2015, in seguito allo scandalo Dielselgate e alla progressiva messa al bando delle auto di questa tipologia.

In conclusione, l’analisi dei trend di lungo periodo del settore dell’auto segnalano come il rallentamento della domanda europea di autoveicoli non sembra ricondursi alla minor crescita dell'economia mondiale, bensì all’evoluzione delle abitudini di consumo degli acquirenti finali. L'incertezza derivante dai "venti protezionistici" non sembra aver condizionato le decisioni di spesa dei consumatori. Una maggiore incertezza è invece ravvisabile nelle decisioni di acquisto delle imprese, come testimoniato dalla frenata degli acquisti di macchinari e impianti.


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