Quali sfide per il distretto della calza mantovano

Un nuovo modello di consumo e l’emergere di concorrenti low-price minacciano le esportazioni italiane del comparto

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Territori Consumo Marketing internazionale

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Le esportazioni del distretto della calzetteria di Castel Goffredo hanno chiuso il primo semestre del 2018 con una flessione del 2% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Il risultato è il segnale di un’ulteriore contrazione rispetto ai dati non positivi del 2017, chiusosi con una riduzione del 3.7% dei flussi commerciali diretti sui mercati esteri.
I dati congiunturali confermano la persistenza di una forte criticità per le vendite estere della “città della Calza”, che interessa in modo particolare i flussi diretti verso i mercati maturi dell’UE.

Alla base delle difficoltà sperimentate dal distretto produttivo mantovano sembra esserci una significativa evoluzione del modello di consumo di calzetteria femminile, vero core business delle imprese dell’area. I dati di commercio internazionale permettono di monitorare tali cambiamenti e di documentare la trasformazione nelle preferenze di acquisto.
Come mostra il grafico che segue, la quota della componente femminile della domanda mondiale di calzetteria ha subito una significativa riduzione nel corso del tempo.

Evoluzione della quota di calzetteria femminile sulla domanda mondiale di calzetteria (1995-2018)

La quota di calzetteria femminile rispetto al totale delle importazioni di calzetteria si è drasticamente ridotta in termini globali dal 1995 ad oggi. All’inizio del periodo di osservazione, le importazioni di calzetteria femminile rappresentavano circa il 45% della domanda totale, mentre oggi rappresentano meno del 20%. La lettura dei dati sull’evoluzione della domanda mondiale di calzetteria femminile consente perciò di analizzare come le scelte di consumo del segmento femminile si siano trasformate nel corso del tempo, esprimendo le evoluzioni sociali delle relazioni di genere.
Il cambiamento nelle abitudini di moda, riflesso delle nuove dinamiche sociali, ha impattato significativamente sulle vendite estere del comparto della calzetteria femminile, modificando il relativo modello di acquisto.

Le scelte in materia di stili di consumo risultano, tuttavia, differenziate per area geografica.
La rappresentazione che segue permette di avere una mappa delle opportunità del settore, differenziando i paesi di destinazione in relazione alla quota di importazioni di calzetteria femminile registrata nell’ultimo anno.

Quota di calzetteria femminile sulla domanda mondiale di calzetteria per Paese


Fonte: Sistema Informativo Ulisse

L’illustrazione grafica consente di evidenziare chiaramente come i mercati europei, principali mercati di destinazione dell’export mantovano, si caratterizzano per una quota di importazioni di calzetteria femminile in linea con la media internazionale, testimoniando l’avvenuto cambiamento nelle preferenze di consumo in tali aree.
Al contrario, esistono diverse aree dell’Est Europa dove la quota di importazioni di calzetteria femminile si mantiene largamente più elevata della media globale, rappresentando, al netto delle aree di delocalizzazione produttiva, un’eventuale opportunità di export per le imprese italiane del settore.

Il ruolo della competitività

L’elevata quota di importazioni di calzetteria femminile delle aree dell’Europa dell’Est sono un indicatore delle potenzialità in termini di export di tali mercati. Tuttavia, l’emergere di nuovi competitor internazionali, in primo luogo la Cina, pone serie minacce riguardo le opportunità di export verso tali aree. Nel caso della Russia, ad esempio, la quota di importazioni di calzetteria femminile è pari al 46%, ma la domanda di calzetteria femminile degli ultimi anni si è orientata in particolar modo verso prodotti low-price offerti da paesi che godono di significativi vantaggi di costo rispetto all’Italia.
I grafici che seguono consentono, infatti, di evidenziare, come l'Italia abbia perso crescenti quote di mercato globale con l'emergere sulla scena internazionale di nuovi concorrenti.



Le imprese del distretto della calza sembrano dover far fronte, perciò, a due diverse sfide: la prima riguarda una tendenza di più lungo periodo, che ha modificato significativamente le preferenze di consumo del target di mercato, penalizzando le vendite sui mercati internazionali; la seconda è relativa all’emergere di nuovi paesi concorrenti a basso costo del lavoro, che presidiano in particolar modo i mercati con maggiori possibilità di esportazione. La possibilità di affrontare queste due sfide passa attraverso una maggiore conoscenza della specificità dei diversi mercati, tale da sviluppare una differenziazione di prodotto e servizio che i concorrenti a basso costo riescono a replicare solo lentamente. Questa differenziazione dovrebbe, poi, trovare un adeguato sostegno in una comunicazione in grado di evidenziare le specificità del prodotto made in Italy.


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