Bilance Industriali per Retail e Gdo: Opportunita’ per l'Export Italiano

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di Mariano Peluso e Marino Serafino Il commercio mondiale di Bilance per Retail e GDO (portata <30 kg) ha raggiunto i 521,7 milioni di Euro nel 2013 contro i 515,6 dell’anno precedente, registrando dunque una crescita dell’1,2%. In termini di volumi sono state scambiate 25 mila tonnellate di prodotti con un incremento del 2% sul 2012. Il quinquennio 2009-2013 è stato caratterizzato da un incremento medio annuo degli scambi settoriali complessivi a livello mondiale del 6,5%  in Euro e dell’8,6% in volume. Nel 2013 la distribuzione dei flussi merceologici in Euro per fasce di prezzo ha evidenziato una diminuzione degli scambi nella fascia bassa e medio bassa del mercato (pari al 40% dei flussi totali in valore) del 4,8% mentre la fascia alta/medio alta (54% del totale) nell'ultimo anno ha  registrato un incremento del 5,2%. La fascia media (pari al 6,6% del totale) è cresciuta del 9,2%. L’Europa Occidentale, con un’incidenza del 45,4% sul totale export mondiale, si conferma come secondo polo più rilevante nell'export dopo l’Asia (46,6%) mentre, per quanto riguarda le importazioni, l’Europa Occidentale mantiene la prima posizione come area di mercato con il 36% circa dei flussi globali, seguita dall'area NAFTA con un promettente valore complessivo di oltre 110 milioni di euro (21,1%), molto interessante per le imprese italiane del settore ed in costante crescita nel periodo 2009-2013 (+11,6% m.a. in Euro). L’offerta mondiale di Bilance per Retail e GDO appare molto concentrata: nel 2013 i due principali paesi esportatori, Cina (32,6%) e Germania (28,7%), hanno realizzato il 61,3% dell’export mondiale settoriale, seguiti da Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera, con quote minori.   Per quanto riguarda le importazioni invece, lo scenario mondiale appare più disperso: i primi 10 paesi rappresentano poco più del 50% della domanda mondiale con, in ordine di importanza, USA (16,5%), Francia (6,3%), Russia (4,8%), Italia (4,5%), Regno Unito (4,1%) e Germania (4%). L’Italia si posiziona solo all’11° posto tra i paesi esportatori, con la modesta quota dell’1,4%, preceduta da un blocco di paesi asiatici (Indonesia, Sud Corea, Giappone, Singapore) e anche dalla Danimarca. Nel 2013 le esportazioni italiane hanno registrato una contrazione media annua del 4,3% in euro. I mercati di destinazione prevalenti riguardano soprattutto l’Europa Occidentale con il 50% dei flussi totali (+11,2% sul 2012) seguita Europa Centro-orientale con il 15% (-23,7%), Area MENA (Middle East e Nord Africa) con l’11,2% (-3,9% ), Area NAFTA con il 7,7% (+7% )  e America Latina con il 7% (-10,4%). In particolare tra i paesi destinatari, al primo posto si colloca la Francia, con il 13,6%, seguita dalla Svizzera con l’8%, Spagna (6,8%), Regno Unito (5,8%), USA (5,7%), Germania (4,2%), Brasile (3,3%), Turchia (3,3%). L’export italiano verso la Cina rappresenta solo il 2,4% del totale ed è risultato in diminuzione nell'ultimo triennio (-37,5%). Nel 2013 la domanda in Euro di prodotti italiani sui principali mercati è risultata crescente in Francia (+18,5%), Svizzera (+190,7%), Spagna (+49,5%), USA (+68,6%) oltre a Russia, Romania, Arabia Saudita, Lituania, Emirati Arabi, Ucraina, Norvegia, flussi caratterizzati comunque da valori monetari molto contenuti. La bilancia commerciale italiana del settore appare fortemente deficitaria: il valore delle esportazioni 2013 ha raggiunto i 7,3 milioni di Euro mentre quello delle importazioni i 23,6 milioni di euro, con un saldo negativo pari a 16,3 milioni di Euro. Nel triennio 2011-2013, a fronte della stabilità della leadership di Cina e Germania, l’ export performance in valore più significativa tra i principali paesi è stata registrata dall’India, con un incremento complessivo del+39,6% in euro, seguita da Indonesia (36,5%), Francia (29,2%), Russia (27,7%) e Olanda (13,6%). L’Italia è cresciuta del 4,1%, la Cina del 2%, mentre le esportazioni della Germania sono diminuite del 2,8%. Focalizzando l’analisi solo sulle fasce di prezzo alta e medio alta si nota che le esportazioni italiane hanno riguardato prevalentemente prodotti di alta gamma. In termini di valore, il 91% dell’export italiano è concentrato in prodotti delle fasce alte di prezzo ed il trend è in crescita. Nell’ultimo triennio le esportazioni di alta gamma sono cresciute del 58,6%. I principali paesi che esportano prodotti di alta gamma sono Germania (50,7% dell’export), Regno Unito (8,4%), Stati Uniti (6,9%) e Svizzera (6,4%). L’Italia si posiziona all’ottavo posto ma – come detto - con performance di significativa crescita, al contrario di Germania (-1,3% nel 2013), Regno Unito (-4,4%) e Svizzera (-14,6%). In crescita, infine, l’export di alta gamma degli Stati Uniti (+20,1% nel 2013). I mercati di destinazione dei prodotti italiani di alta gamma sono soprattutto Francia (14,2% dell’export italiano delle fasce alte di prezzo), Svizzera (8,4%), Spagna (7,2%), Regno Unito (6,0%) e Stati Uniti (5,9%). Le vendite italiane di alta gamma sono in crescita in tutti i paesi ad eccezione del Regno unito che ha registrato una diminuzione delle richieste dall'Italia dell’11,8% nel 2013.   Nel mondo, tra i paesi che hanno registrato l'anno scorso la maggiore richiesta di prodotti di qualità nell’ultimo triennio emergono Stati Uniti (+20,4% in euro) Olanda (+20,4%), Russia (+15,3%) e Canada (+54,4%). Interessanti le crescite della domanda di bilance di qualità nel 2013 anche da  parte di Australia (+17,7% in euro), Singapore (+17,3),  Turchia (+18,3%), Messico (+18,3%) e Cile (+88,5%). Per quanto riguarda il mercato degli Stati Uniti, l’86% della domanda di alta gamma è soddisfatta da prodotti provenienti dalla Germania (65,4% dell’import delle fasce alte di prezzo) e Regno Unito (20,8%). Entrambi i paesi sono in forte crescita nel triennio 2011-2013 anche se le importazioni dal Regno Unito sono diminuite dell’1% nell’ultimo anno. L’Italia si posiziona al quinto posto sul mercato USA, con una quota dell’1,3% ma registra una crescita del +68,6 in euro nel 2013. Per quanto riguarda, invece, il mercato canadese il 90% dei prodotti canadesi sono importati da Stati Uniti (58,3%), Indonesia (16,6%) e Germania (15,6%) mentre l’Italia rappresenta appena lo 0,2% delle importazioni. L’Olanda importa bilance di alta gamma (75% dei propri consumi) da Germania (64%) e Belgio (10,8%) mentre l’Italia non è presente tra i paesi fornitori. In Russia, le bilance di alta gamma provengono da Germania (38,5%), Regno Unito (16,6%) e Austria (10,9%). Nel 2013 la domanda è diminuita per i prodotti tedeschi (-8,8%) e inglesi (-21,7%) mentre sono aumentate le richieste dall’Austria (+7,6%). I prodotti italiani sono in forte crescita ma l’import dall’Italia rappresenta ad oggi appena lo 0,6% del valore totale importato dal mercato russo sui segmenti di qualità. Per i produttori italiani   appaiono dunque significative le opportunità di incrementare le esportazioni di alta gamma verso i paesi che stanno richiedendo questa a tipologia di prodotti, come Stati Uniti, Canada e Messico in Nord America, Olanda e Russia in Europa e Turchia in Asia. Significativo anche l’aumento delle richieste di prodotti di qualità da parte di Singapore (+17,3% nel triennio 2011-2013), Australia (+17,7%), Indonesia (+46,6) e Cile (+88,5%).