Il commercio internazionale di trattori agricoli

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Secondo i dati di fonte Ulisse, nel 2012 il commercio mondiale di trattori agricoli ha sfiorato i 17 miliardi di Euro. Dopo la flessione del 2009, che aveva interrotto una prolungata fase di espansione, nel triennio successivo il comparto ha dunque ripreso la sua crescita, con un’espansione annua di oltre il 17%, da leggersi anche in virtù dell’aumento dei prezzi in Euro. Il mercato statunitense, con una quota sulle esportazioni mondiali del 13,1%, è di lunga il primo mercato per import di trattori agricoli. Considerando anche le importazioni del Canada, quarto paese al mondo per assorbimento di prodotti, l’area del Nord America ha un peso di poco inferiore ad un quinto dell’import mondiale. La graduatoria delle principali aree di importazioni mondiali vede, dopo il Nord America, alcuni paesi europei ed in particolare Francia (9,5%), Germania (6,7%) e Gran Bretagna (5%). Per quanto riguarda i paesi dell’Europa Orientale,  il mercato russo e polacco mostrano incidenze di poco inferiori alla Gran Bretagna. In questi principali mercati, osservando l’evoluzione degli anni 2009-2012, la crescita del commercio mondiale sta tuttavia riguardando in maniera particolare le importazioni di Russia e Polonia, i cui tassi di crescita cumulati del periodo sono pari rispettivamente al 54% e del 26,6% (in euro). Durante questi anni il mercato americano ha ugualmente incrementato le proprie importazioni ma con tassi (+19%) inferiori all’Europa Orientale. Per quanto riguarda l’Europa Occidentale, è la Germania in particolare ad aver incrementato le importazioni di trattori agricoli con un tasso cumulato del 20,2%. Sul piano della competizione internazionale, considerando quindi i paesi esportatori, la Germania ha la leadership con una quota sulle esportazioni pari al 18,3% nel 2012 mentre gli Stati Uniti, la cui quota nel 2012 è del 13,5%, si delineano come il primo paese competitor. L’Italia, con una quota sull’export pari al 9,4%, è primo tra i paesi follower dell’Europa Occidentale, assieme a Francia e Gran Bretagna (8%). Negli anni dal 2009 al 2012 le esportazioni statunitensi sono cresciute complessivamente del 16,5%. Italia e Germania hanno vissuto un incremento delle esportazioni rispettivamente  del 11,5% e del 12,8%, con una performance tuttavia minore rispetto a Francia e Gran Bretagna i cui flussi sono incrementati del 24% e 17%. Un secondo gruppo di paesi inseguitori è costituito invece da Bielorussia, Austria ed India con quote di esportazioni attorno al 4% nel 2012. Tra i paesi inseguitori sono inoltre da segnalare la Cina, la Corea e la Turchia (il cui export ha vissuto un incremento complessivo del 36% negli anni 2009-2012), ma soprattutto l’India il cui export segna un +43% negli stessi anni.