Sempre più alta la domanda mondiale di beni di qualità.

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Cambio Analisi Mercati Esteri
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I mercati esteri chiedono sempre più qualità e sono sempre più disposti a riconoscere un premium price alle imprese in grado di soddisfarla.

La chiusura del terzo trimestre e i primi dati di ottobre hanno consentito a StudiaBo di effettuare una pre-stima dei risultati del commercio mondiale nel 2013. Questi dati, per 22 industry e per il totale del commercio mondiale, sono scaricabili dal sito http://uda.studiabo.it. In questa breve nota ci limitiamo a commentare i dati relativi al totale del commercio mondiale, sollecitando chi è interessato a sviluppare una propria analisi a livello di industry.

Nel 2013 il commercio mondiale in valore è stimato pari a 18.5 trilioni di dollari, molto prossimo a quanto già registrato sia nel 2012 che nel 2011, evidenziando l'assenza di segnali significativi di crescita da oltre due anni. Se misurati in euro, i flussi di commercio mondiale di quest'anno risulteranno in flessione di circa il 3%, visto l'apprezzamento dell'euro verso il dollaro. Si conferma quindi la situazione di debolezza dell'economia mondiale, con l'Europa al centro di questa crisi.

Domanda Mondiale per fasce di prezzo

Non tutti i dati sul commercio mondiale sono però negativi. L'analisi dell'evoluzione del commercio mondiale per fasce di prezzo evidenzia come da alcuni anni sia in atto un processo che vede crescere l'importanza delle fasce di maggior qualità, a scapito di quelle di minor prezzo (si veda il grafico qui riportato). Le fasce di prezzo Alta e Medio-Alta hanno rappresentato nel 2013 rispettivamente il 12 e il 13% del commercio mondiale, a fronte di quote significativamente inferiori (soprattutto per la fascia Alta) registrate negli anni centrali dello scorso decennio. Ben un quarto, quindi, del commercio mondiale riguarda beni in grado di ottenere dal mercato un premium price, grazie alla loro maggiore qualità. Viceversa, sta progressivamente diminuendo l'importanza delle fasce di prezzo Bassa e Medio Bassa, scese nel 2013 rispettivamente sotto al 5% e al 10%.

Lo spostamento della domanda mondiale verso prodotti di maggior qualità è la fonte delle maggiori opportunità che si presentano alle imprese italiane. Queste opportunità sono alla portata di tutte le imprese, purchè sappiano leggere adeguatamente i segnali di mercato e perseguire con determinazione strategie di differenziazione.